martedì 17 aprile 2007
Crisi emotive ed esperienza digitale
Dopo quasi quattro mesi di peregrinazioni per gli asettici e silenziosi mondi di SL le cose iniziano gradualmente a cambiare. Non tanto per una progressiva, inevitabile riduzione dell'entusiasmo, ma per una serie di fattori che trovano la loro prima risposta in un accumulo progressivo di esperienza. Certo, l'atteggiamento entusiasta da newbie che caratterizza le prime settimane di collegamenti inizia a sfumarsi a poco a poco. Il tutto si stempera in una serie di consuetudini e di atti sempre più uguali, trasformando le attività liberatorie di SL in una routine; una routine sempre migliore in certi casi rispetto a quella del mondo reale, ma non per questo meno ripetitiva e - talvolta - monotona.
Parlavo dell’esperienza: è logico che chi conosca sempre meglio le regole sociali di un ambiente ne diventi gradualmente il depositario. Questo capita anche nel mondo digitale e, sempre più spesso, avviene che chi si aggiri per più tempo planando fra alberi virtuali o passeggiando fra le deserte strade di Nagaya diventi una sorta di guida, un mentore che – in alcuni casi – garantisce ai newbie nei paraggi qualche dritta circa i comportamenti, le abitudini e le operazioni da attuare per rendere la propria vita digitale un po' meno complicata.
Come si è detto, però, l'esperienza è anche la somma di fattori che nel tempo tendono ad appiattirsi. Si tratta di una sensazione che non ho provato solo io stessa, ma che da qualche tempo coinvolge persone che mi sono particolarmente care.
Tutto inizia nel momento in cui si prende l'impegno con un datore di lavoro, o con più di loro, come nel mio caso. Non esiste più l'entusiasmo del cazzeggiamento, della perdita di tempo programmata per il solo piacere di stare insieme a qualcuno; che poi, attenzione, non è mai né cazzeggiamento, né perdita di tempo, ma il vero modo di trascorrere gli attimi della propria vita secondo quanto dovrebbe essere, non secondo quanto imposto dalle restrittive e bieche regole della società reale.
Sì perché SL è disgraziatamente un mondo parallelo, alternativo finché si vuole al mondo reale, in cui però, volente o nolente, c’è sempre il rischio di ricadere nelle squallide abitudini che tanto funestano la vita di tutti i giorni, non ultima quella di dimenticare i veri valori della vita per rispettare impegni che – almeno una volta – potrebbero veramente andare a farsi fottere.
È questo uno sfogo principalmente contro me stessa, perché mi rendo conto di stare per perdere persone a cui mi sento fortemente affezionata, che rappresentano loro stesse il nucleo portante di questo mondo, un mondo a cui devo molto. SL per me non è solo una curiosità, è una cura che mi permette di staccare quasi completamente dalle difficoltà emotive e pratiche della vita reale, una vita che - soprattutto nell'ultimo periodo - in certi momenti è diventata veramente intollerabile.
Ho passato un momento di profonda crisi che mi ha spinto quasi a cancellare l'account a fare sparire il mio blog, con l'idea di rimanere solo un ricordo nella memoria delle persone che mi sono state vicino in questi lunghi mesi. Un po' come facevo da ragazza quando andavo alle feste: tutto finiva nel momento più bello, proprio per non restare fino alla fine e vedere un momento di gioia spegnersi gradualmente con il passare delle ore.
Poi mi sono resa conto che è soprattutto alle persone che mi hanno accompagnato in questi lunghi mesi che devo gli entusisami e la pienezza della mia seconda vita. Non avrei il coraggio di deluderli.
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